Il crollo di Bitcoin azzera i guadagni e tocca −50%

La nuova ondata di volatilità riaccende timori sistemici e smaschera fragilità narrative.

Marco Benedetti

In evidenza

  • La discesa sotto 73 mila ha azzerato i guadagni successivi al voto del 2024.
  • Il prezzo è scivolato da 90 mila a 62 mila, segnando circa −50% dal massimo del 2025.
  • È stato registrato il peggior giorno dai fallimenti legati a FTX, con rinnovati timori di rischio di controparte.

Settimana turbolenta su r/CryptoCurrency: il prezzo di Bitcoin ha imposto il ritmo, mentre la cultura dei meme ha fotografato paure, ironia e resilienza. In parallelo, storie di celebrità ed élite hanno riaffiorato, mostrando come il potere narrativo continui a influenzare la percezione del settore.

Shock di mercato e lettura sistemica

La cronaca del giorno peggiore di Bitcoin dai tempi di FTX ha concentrato i timori su fragilità e possibili stress di controparte, incrociandosi con l’osservazione che il calo sotto 73 mila ha azzerato i guadagni dal voto del 2024. Nella stessa traiettoria, i dati sul crollo da 90 mila a 62 mila e la narrazione di “assenza di certezze” nel report sul 50% sotto il massimo storico 2025 hanno rafforzato il quadro di volatilità estrema.

"Senza alcuna certezza di mercato su cosa stia accadendo: è tutto ciò che abbiamo mai conosciuto." - u/DryMyBottom (707 points)

Il sentimento di fragilità è stato incarnato dal meme dell’aereo smontato come metafora nel racconto visivo di un mercato traballante. Sullo sfondo, la discussione sulle voci di solvibilità ha riemerso il tema “rischio piattaforme” già visto nei grandi incidenti del passato, con la comunità che si interroga su attori sistemici mentre i prezzi oscillano senza tregua.

Memetica del retail e gestione degli impulsi

La platea ha metabolizzato gli scossoni con ironia: dal “69k con energia diversa”, al ritorno “dietro il bancone” nel omaggio al capo, fino al riflesso condizionato del “qui si ricomincia”. Sono schemi ricorrenti: meme che sintetizzano la distanza tra aspettative e realtà e che, a ogni fase ribassista, riattivano la memoria collettiva del ciclo.

"Qualcun altro si chiede se siamo solo la liquidità di uscita per l’élite corrotta che incassa e prepara i bagagli prima che cali la scure?" - u/Kierik (680 points)

Il filo della responsabilità personale emerge netto nel meme della guida a 150 all’ora e dell’acquisto a 126 mila, che ricorda quanto siano pericolosi i consigli impulsivi. Il sottotesto dell’intera settimana è chiaro: disciplina e gestione del rischio contano più dell’adrenalina del momento.

Celebrità, élite e il peso delle narrazioni

Oltre al prezzo di Bitcoin, il glamour dei token non fungibili vacilla: il resoconto su Justin Bieber e un Bored Ape racconta di una valutazione precipitata e della chiusura operativa di una piattaforma, riaccendendo i riflettori su incentivi, marketing e disillusione del pubblico.

"Bieber non ha speso un centesimo: è stata solo una grande operazione circolare per promuovere i token non fungibili, e sono certo abbia ricevuto un compenso per il coinvolgimento." - u/rankinrez (576 points)

In parallelo, un documento che ricostruisce i tentativi di Jeffrey Epstein di avvicinare Vitalik Buterin riapre il dibattito su interferenze di élite e vulnerabilità del settore, tra ricerca di “nuovi geni” e tentativi di cooptazione. È il promemoria che, in cripto, la forza delle narrazioni e delle reti di potere pesa quanto grafici e prezzi.

Ogni subreddit ha storie che meritano di essere raccontate. - Marco Benedetti

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