355 milioni di afflussi nei fondi Bitcoin interrompono i deflussi

La normalizzazione avanza tra pagamenti d’élite, vincoli sulle monete stabili e allarme truffe

Luca De Santis

In evidenza

  • 355 milioni di dollari di afflussi nei fondi su Bitcoin dopo sette giorni di deflussi
  • 333 milioni di dollari sottratti tramite bancomat Bitcoin nell’ultimo anno
  • Metaplanet acquista 45,1 milioni di dollari in Bitcoin nel quarto trimestre

La giornata su r/CryptoCurrency archivia l’anno con tre linee di forza nitide: realismo sui cicli di mercato, avanzate mosse di adozione d’élite, e una reputazione ancora logorata da eccessi e frodi. Il tono è combinazione di pragmatismo e cinismo, come se la comunità volesse blindare l’entusiasmo con contabilità severa.

Tra afflussi e vertigine: il 2026 parte con realismo

Il bilancio di fine anno si apre con la prospettiva su cosa porterà il 2026: ottimismo trattenuto, volatilità attesa, nessuna promessa di gloria facile. In parallelo, il segnale tecnico torna verde con il ritorno degli afflussi nei fondi negoziati in borsa su Bitcoin, dopo una sequenza di deflussi che ha ricordato a tutti quanto rapida sia la leva dell’asset allocation.

"Un crollo tipo 2022 per un anno intero..." - u/Accomplished-Cow769 (86 points)

La fotografia patrimoniale conferma il bias difensivo: il riepilogo su i miliardari cripto tra i maggiori perdenti del 2025 segnala un’onda lunga di ridimensionamento, mentre i flussi on-chain mostrano tenuta selettiva, con i flussi netti sulla rete Ethereum che chiudono l’anno in campo positivo: non è euforia, è riaggregazione intorno a infrastrutture con utilità dimostrata.

Adozione d’élite e guerra regolatoria

I segnali di normalizzazione non sono più solo narrativa: l’annuncio dell’azienda di Maranello sull’estensione dei pagamenti in criptovalute ai concessionari europei porta il tema in fascia alta, mentre dall’Asia arriva la disciplina industriale con la corsa di Metaplanet ad accumulare BTC nel quarto trimestre, strategia che punta a trasformare la tesoreria in leva competitiva.

"Ah, il babau cinese è sempre utile da evocare quando un dirigente cripto vuole riempirsi le tasche..." - u/Disastrous_Week3046 (23 points)

Sullo sfondo, la geopolitica monetaria alza la posta: il monito sul divieto di interessi sugli stablecoin negli Stati Uniti mette a confronto l’idea di “cripto come pagamento” con l’appeal del risparmio digitale. Se il perimetro normativo comprime l’incentivo domestico, l’adozione tenderà a spostarsi dove la remunerazione è consentita; chiamatela selezione competitiva, non fuga.

Reputazione sotto assedio: memecoin, token politici e truffe vecchio stampo

Quando l’onboarding passa per gimmick, la fiducia evapora: la cronaca della saga “Ryan” su Pumpfun riassume in sette giorni perché l’utente medio si tiene alla larga. E mentre il fenomeno social implode, l’ecosistema affronta il danno tangibile del denaro sporco, certificato dal resoconto sulle truffe via bancomat Bitcoin che ha bruciato centinaia di milioni in un anno.

"Domanda legittima: un memecoin lanciato su Pumpfun può mai essere considerato legittimo e non la solita operazione di pompaggio e scarico? Ha perfino la parola “pump” nel nome..." - u/Top-Inspection-5009 (28 points)

A complicare il quadro, l’ibridazione tra finanza e politica promette di trasformare l’azionariato in platea per emissioni digitali: i piani di Trump Media di distribuire token ai soci DJT legano consenso e monetizzazione in un mix destinato a polarizzare il mercato retail. Il rischio? Che l’innovazione venga percepita come mero strumento di cattura, non come progresso.

"Anno nuovo, truffa nuova!" - u/Bongressman (101 points)

Il giornalismo critico mette in discussione tutte le narrative. - Luca De Santis

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